This is an italian blog concerning Costume Jewelry and vintage jewery collecting. All of the posts are written in italian language, however, if you need any information about these contents, we do speek english! All you need to do is ask. Till then... have fun with the pictures and be welcome!

12 novembre 2010

Spettacolare Trifari

Si, non sembra possibile, ma non abbiamo ancora parlato di Trifari! Forse, il nome più altisonante della bigiotteria vintage americana, quello più collezionato e apprezzato nel mondo. Il cognome è italiano, non a caso: Gustavo Trifari, gioielliere, migra negli Stati Uniti intorno al '900 e apre la propria ditta nel 1910 a New York. 


Trifari produce pezzi di grande qualità lungo tutto il secolo, e realizza linee famosissime. Momento di grande gloria per Trifari sono gli anni '50 e '60: sforna pezzi spettacolari in grande quantità, ed è molto ricercata a prezzi non sempre bassissimi. Ne sono caratteristiche forme prevalentemente eleganti, quasi tradizionali, indubbiamente femminili.


I pezzi firmati Trifari degli anni '50 si riconoscono facilmente dalle forme elaborate o, al contrario, minimaliste, tutte improntate sulla texture. Troveremo spille, pendenti, collier, orecchini, in metallo color oro con giochi di lucido/opaco grazie all'effetto satinato, o impronte di vario tipo che fanno variare la superficie del metallo e le danno più espressività.
Nelle foto, orecchini firmati Trifari, in metallo color oro e cristalli bianchi di diverse dimensioni, databili agli anni '50.

11 novembre 2010

Magiche farfalle in filigrana d'argento

Ci ritorniamo ancora, perché ci ritorneremo sempre; la farfalla, soggetto, forse, più comune della bigiotteria vintage animalier, seguito forse da volatili pennuti di vario tipo, è anche il soggetto che permette più varietà di interpretazione. La forma e i colori così vari permettono mille combinazioni possibili.


In queste fotografie ho raccolto quattro spille animalier a forma di farfalla, tutte e quattro realizzate in argento 925 "sterling", tutte con la tecnica della filigrana e tutte firmate da Alice Caviness. Aggiungo, tutte appartenenti ai primi anni '40 come periodo di produzione. Per quanto riguarda la tecnica, potete notare che una delle farfalle è più delicata delle altre: nella foto in alto la vedete nell'angolo destro superiore, con le ali arrotondate. Infatti, questo pezzo è stato prodotto in Portogallo, per conto di Alice Caviness. Abbiamo già menzionato la qualità della filigrana portoghese qualche settimana fa.


Tra le quattro una ha elementi smaltati, e una, quella che nella foto in basso vediamo nell'angolo superiore destro, può muovere le ali. Vale a dire: i quattro segmenti sono indipendenti tra loro e possono essere spostati, per poi restare fermi nella posizione desiderata, dando l'impressione di movimento alla figura rappresentata dalla spilla. Sono solo quattro esempi di come si possa rappresentare la farfalla attraverso l'occhio magico della bigiotteria.

10 novembre 2010

Swarovski: un nome importante, una lunga storia

Chi non conosce Swarovski!? Forse è il nome che per primo viene pronunciato dalle nostre labbra, noi destinati ad appassionarci della bigiotteria vintage, ancora prima di Coro o Trifari o Monet. Questo perché nel pronunciarlo non facciamo riferimento al "Vintage" vero e proprio: Swarovski è un nome vivo e vegeto, presente nei giorni d'oggi.


Eppure la storia dell'azienda Swarovski, detentrice del primato mondiale per la produzione del cristallo tagliato, comincia molto tempo fa: per la precisione, in Austria nel 1895, quando viene fondata da Daniel Swarovski. Sotto il cognome Swarovski, infatti, faremo riferimento a diverse persone, decennio dopo decennio, tutte della stessa rinomata famiglia.


Mentre, fino agli anni '70, Swarovski produce essenzialmente cristalli, di ogni sorta e qualità (ricordiamo i famosi Aurora Borealis che abbiamo trattato qualche giorno fa), lavorando anche con grandissimi stilisti come ad esempio Dior, intorno al '75 nasce l'azienda S.A.L., (Swarovski America Ltd.). La prima linea è Swarovski Silver Crystal, del 1976, che realizza finalmente pezzi interamente disegnati e realizzati da Swarovski.


Del 1989 è invece la prima collezione di accessori di alta moda: Swarovski Jeweler's Collection, che si distingue per la qualità altissima e un design di grande eleganza. I pezzi firmati Swarovski Jeweler's Collection sono realizzati con i migliori materiali e con tecniche degne della gioielleria. Si tratta comunque di alta bigiotteria e di cristalli nitidamente superiori.


La firma S.A.L, invece, caratterizza una produzione che va solo fino al 1988, quando la firma sui pezzi viene definitivamente sostituita da Swarovski. In queste foto potete vedere un paio di orecchini della linea Swarovski Jeweler's Collection, in metallo color oro e un'incastonatura di perle sintetiche e cristalli bianchi. 


La forma ricorda vagamente una stella marina; la cosa più eccezionale, è il cristallo al centro di ognuno dei pezzi. E' grande e pieno, e ha una particolare profondità. La luce delicata, leggermente rosata, che emana, sembra misteriosa e coinvolgente. La qualità di questi cristalli è rappresentativa della firma di Swarovski, e di certo della linea più alta di quegli anni.

9 novembre 2010

Il fascino orientale nella Costume Jewelry

Ci sono nomi della bigiotteria vintage americana che sono particolarmente famosi per le forme di ispirazione orientale: uno su tutti è l'artista e artigiano Paul Selenger, fondatore del marchio Selro (e Selini), emigrato negli Stati Uniti dalla Russia nel 1927. Quasi tutti i pezzi firmati Selro, (anche Selro corp.), sono d'ispirazione asiatica o comunque etnica: alcuni pezzi raffigurano anche volti di principesse africane. 


Volti orientali e materiali alternativi per raffigurarli, come il legno, la celluloide o diversi tipi di plastiche, sono stati molto di moda, soprattutto negli anni '40, ma anche nei decenni successivi. Un altro maestro delle forme orientali è Hobé, di cui sono famosi i pezzi raffiguranti volti maschili asiatici sorridenti, e anche piccole figure intere.


In particolare, c'è una linea chiamata "Bandora" disegnata da Sylvia Hobé, nome che proviene dal tipo di legno utilizzato, insieme ad altri materiali. Rappresenta figure umane come il saggio dalla barba lunga, inserite in una cornice di argento "sterling" spesso placcato oro 12k o 14k.


In queste foto vediamo un pezzo che risente della moda "orientaleggiante" di quegli anni. Spilla in argento 925 "sterling" firmata Alice Caviness, con inserti cabochon che imitano pietre dure: la giada, l'agata, l'onice. La forma si ispira alle forme del bambù ed ha un aspetto estremamente leggero e raffinato.

8 novembre 2010

Chi era Adolph Katz

Abbiamo già parlato più volte di Adolph Katz di quante ci si immagina: infatti, è impossibile nominare Coro senza fare riferimento al suo più grande designer. La maggior parte dei pezzi che conosciamo come emblematici dell'azienda, ma anche molti di quelli poco conosciuti che ci sorprendono positivamente, sono stati firmati da lui.


La lunga carriera di Adolph Katz si svolge tutta all'interno dell'azienda Coro: per lunghi 40 anni Katz sforna brevetti di pezzi splendidi e originali, grazie alla sua innata capacità di ispirarsi a oggetti di uso comune, come confida in una intervista, e allo spirito di osservazione che traspare nei suoi pezzi che rappresentano il mondo animale. (vedi i famosi Hoots, Duette a forma di Gufi).


Non solo: Adolph Katz è in assoluto il designer americano più prolifico dell'industria della bigiotteria vintage, come è possibile constatare dai suoi numerosissimi brevetti. E' possibile che non tutti i pezzi siano stati disegnati personalmente da lui, ma non c'è dubbio che fosse sua la responsabilità, come capo designer, di selezionare i disegni più interessanti e decidere quali pezzi sarebbero effettivamente arrivati sui capi delle signore. 


Adolph Katz cominciò come a lavorare per Coro nel 1924, per diventare, già nel 1937, capo designer. Dopo il 1948 entra a far parte dell'amministrazione dell'azienda stessa, e ne diventa vice-presidente, definendo non solamente le linee dettagliate dei pezzi da produrre, ma, in genere, molte importanti scelte dell'azienda. 


L'attività di Adolph Katz va avanti fino agli anni '70, quando segue personalmente Vendome, la nuova linea top che va a sostituire Corocraft.
Nelle foto, spilla in argento 925 "Sterling" con cristalli bianchi e pietre di ametista d'imitazione. E' notevole la qualità de pezzo, appartenente alla linea CoroCraft, e la tridimensionalità del dettagli.


E' possibile che la spilla appartenga alla campagna "Devastating Amethyst" del 1944. Non ci sono dubbi che sia databile agli anni '40.

5 novembre 2010

La rima della raffinatezza: Hobé - bouquet

Il nome di Hobé ricorrerà sempre su queste pagine e su tutte le altre che trattano la Costume Jewelry e la bigiotteria vintage in generale. Si tratta di qualità altissima, di design ricercato, di forme innovative. Ma nel "periodo argento", che poi è quello prevalentemente degli anni '40, si tratta di qualcosa di speciale.


Infatti, si dice che gli splendidi pezzi fossero assemblati e rifiniti a mano, il che non è difficile credere. Infatti, pur vedendo molte forme e soprattutto "parti" identiche, sembra quasi che ogni oggetto abbia qualcosa di unico. In questo caso parliamo delle creazioni di Hobé dalle forme floreali che si esprimono tanto in bracciali, quanto in spille, orecchini, collane. 


Ma tra tutti i gioielli, le spille sono l'oggetto più libero di assumere qualsiasi forma perché quasi per niente vincolato dalle parti meccaniche, quelle funzionali. Le spille di Hobé di questo periodo sono spesso a forma di fiocco, ma ancora più spesso a forma di bouquet, spesso eccezionalmente realistico e sempre molto ricco. 


Qualche volta si tratta di bouquet arricchiti da cristalli sfaccettati e luminosi, ma molti pezzi sono brillanti e avvolgenti senza nessuna aggiunta, grazie alle sole forme che l'argento assume. Questa è l'ulteriore prova del potere della forma sul potere del materiale. William Hobé raggiunge un grado di delicatezza, eleganza, raffinatezza eccezionali, portando tra i materiali non preziosi tutta la maestosità dell'alta gioielleria dalla quale proveniva suo padre Jaques.

4 novembre 2010

Bigiotteria vintage firmata Japan

Cominciamo col dire che, quando trovate scritto "Japan" su un pezzo di bigiotteria vintage, non si tratta di un marchio, come può essere Coro o Trifari, ma si tratta effettivamente di un pezzo realizzato in Giappone. Come vedremo in futuro, esistono molte altre "firme" di questo tipo (Spain, W.Germany, e così via) che identificano bigiotteria proveniente dai vari paesi. Questi pezzi venivano realizzati già in partenza destinati all'esportazione: per questo motivo il nome del paese era indicato in lingua inglese.


Inoltre, molte delle parti che troviamo sulla bigiotteria vintage americana, sono effettivamente provenienti dal Giappone senza che ciò venga in qualche modo indicato. Questo accade soprattutto con i pezzi che contengono molte pietre d'imitazione di materiale plastico, celluloide, e perline: tutti elementi che in Giappone, negli anni '50 e '60, si distinguevano per la particolare qualità.


Il tipo di orecchini che vediamo in queste immagini, è caratteristico degli anni '50 e proviene dal Giappone. Si tratta di un grumo di perline di diverse caratteristiche, con una base color celeste e una serie di piccole sfere aggiunte in superficie, di tonalità cromata. Al centro degli orecchini troviamo due cristalli d'imitazione tipo acquamarina. Entrambi i pezzi sono firmati "Japan" sul retro.

2 novembre 2010

Design Modernista: ma cosa vuol dire?

Se frequentate cataloghi, pubblicazioni varie, aste online e siti di vendita di bigiotteria e gioielleria Vintage, finirete spesso su pagine redatte in inglese. E quindi, tra le possibili definizioni di un pezzo dall'aspetto limpido e astratto, troverete con grande probabilità scritto: Modernist, cioè, "Modernista". Ma può davvero tradursi così? E soprattutto, che cosa vuol dire?


Sembrerebbe semplice, eppure non lo è. E' uno stile? Non esattamente. E' un periodo? Non solo. Tutte le persone che studiano arte, moda, architettura, ne sanno qualcosa. Ma noi non siamo queste persone, quindi intendiamo spiegare la definizione così come un appassionato di bigiotteria vintage può comprendere ma soprattutto, fare sua e utilizzare a proprio vantaggio.


Dunque, in italiano troviamo la parola "Modernismo" direttamente associata all'ambito dell'architettura, e, all'interno di questo, inserita di fianco a un'altra parola molto conosciuta: Liberty. Parliamo quindi delle forme slanciate e curiose che caratterizzano il periodo Art Nouveau, e, per dare un esempio su tutti, la creatività di Gaudì. Ma la bigiotteria non è architettura, e, soprattutto, il Modernism del quale leggiamo nel contesto della bigiotteria vintage nulla sembra aver a che fare con Art Nouveau. Modernism in inglese fa riferimento ad una linea di pensiero cui si associano movimenti culturali tipici del primo '900. In questo contesto, Modernism è una risposta all'Illuminismo, il quale rifiuta, e si associa a una interpretazione del mondo totalmente impregnata di novità, incompatibile con forme e suoni tradizionali.


Senza mischiare il sacro con il profano, anche l'universo della bigiotteria risente di questa onda. Coloro che disegnano i pezzi che abbelliranno l'abbigliamento delle persone, non possono non sperimentare, nel loro piccolo, forme astratte e semplificate, a volte quasi non più appartenenti al mondo degli ornamenti. Troviamo quindi vere e proprie opere d'arte indossabili, che si esprimono nella ricerca affascinante che traspare dal loro design. Questi pezzi provengono prevalentemente da un periodo che si può circoscrivere tra gli anni '30 e gli anni '70, e non si concentrano solamente negli Stati Uniti. Ad esempio, nell'ambito della gioielleria in argento, pezzi di straordinaria bellezza e forme sorprendenti provengono dai paesi Scandinavi, dove designer rinomati segnano un vero e proprio settore oggi oggetto di accanito collezionismo.


Quando trovate un oggetto definito Modernist, (che non necessariamente significa "modernista"), si tratta semplicemente di un aggettivo che nulla toglie e nulla aggiunge all'oggetto, perché voi stessi saprete giudicare se effettivamente il suo design e la sua qualità rispecchiano la ricerca di lunghi decenni di perdita del vecchio e riscoperta del nuovo. In cambio, se è questo che vi attrae, ricordatevi questa parola magica nelle vostre di ricerche.

1 novembre 2010

Hoots: la Duette per eccellenza (Coro nel suo meglio)

E' forse la creazione più famosa di Coro, se qualcosa di simile può essere individuabile nella lunghissima e brillante attività dell'azienda. Eppure, si tratta di un vero e proprio emblema: Hoots, "Gufi", è una Duette che segna il nome di Coro così come forse nessun altro pezzo per nessun'altra firma di bigiotteria vintage.


Hoots è, intanto, una spilla in argento 925 "sterling", dorata, con cristalli bianchi piccoli e colorati di dimensioni molto grandi, smalti colorati di diverse tonalità. Rappresenta due gufi seduti su dei rami, bombati e dettagliatissimi nei rilievi delle piume. I gufi hanno la testa e le ali coperte di strass bianchi, mentre le piume del petto e il becco sono tutti colorati con lo smalto. Persino le unghie sono evidenziate, e persino sotto la coda è presente un piccolo cristallo bianco.


Si tratta, come già detto, di una Duette: quindi, non è solo una spilla, ma due. Infatti, due fur clips, adatte per tessuti rigidi o spessi (ma perfette anche su materiali più malleabili), sono collegate da una struttura, detta cornice, che le accoglie e le rende un pezzo solo: una spilla che può essere attaccata ad una maglia, un cappellino, insomma davvero qualsiasi capo. Per staccare i gufi dalla cornice basta alzare gli spilloni che servono loro da chiusura. Allo stesso modo, è facile tornare ad inserirveli per utilizzarli uniti.


Di eccezionale effetto sono i loro grandi occhi. Si tratta infatti di enormi cristalli di vetro sfaccettati, che riflettono la luce ma hanno anche una profondità unica. Dal lato interno si può vedere una doratura sul retro dei cristalli: una tecnica per renderli più riflettenti e luminosi.


Hoots è stato realizzato a più riprese, con molte variazioni, in materiali diversi. Si può dire che ci sia stata una prima ondata di "gufi" sin dagli ultimi anni '30 - primi '40. Tali gufi erano un po' meno stilizzati e un po' più realistici, con la testa più piccola e una postura meno statica. Gli "Hoots" per eccellenza sono i gufi del 1944 disegnati da Adolph Katz; sono in argento "sterling" e furono creati in tre gruppi di colori: blu notte, verde acqua, e giallo ambrato. In base al colore del cristallo utilizzato per l'occhio, varia anche la smaltatura sulle piume.


Verso la fine degli anni '40 Coro smise di produrre pezzi in argento 925 "sterling". Questa prassi era cominciata su richiesta del governo USA perché tutti i metalli idonei potessero essere destinati allo sforzo bellico. Terminata la guerra, la maggior parte delle aziende ritornarono a cercare leghe alternative e adatte per creare i loro pezzi, così come Coro, che torna a realizzare diverse "hit" in metalli meno nobili. Questo è anche il caso della famosa Duette "Hoots" la quale si ripresenta fino agli anni '50, anche non in argento e con ulteriori variazioni di design e dimensioni 

In quest'ultima fotografia potete vedere il disegno originale di Adolph Katz così come è stato depositato all'ufficio brevetti, e una immagine di uno dei gufi in versione blu scuro. Il numero di brevetto è visibile in alto a destra, ma su tutte le Duette troverete il "patent number" 1798867, che è il numero di brevetto del meccanismo stesso, stampato sulla cornice di tutti i pezzi.

31 ottobre 2010

Ancora Animalier: rana tropicale con ombrello!

Perché una rana tropicale dovrebbe aver bisogno di ombrello, vi chiedete voi? Me lo chiedo anche io, ma la risposta a questa domanda non arriverà, almeno non sulle pagine di questo blog.
Ci concentreremo, invece, un'altra volta sugli splendidi pezzi animalier, mai passati di moda ma mai così splendidi come negli anni '40. Questa rana, infatti, è smaltata con smalti di più tonalità di verde e rosso, ornata di marcassiti di dimensioni diverse.


Per più post di fila mi ritrovo a parlare sempre di lei, Alice Caviness, nome non più celebre di altri, certamente storici, ma creatrice di splendidi pezzi soprattutto negli anni '40. Sono, infatti, innamorata dei suoi meravigliosi oggetti in filigrana di argento, e anche di quelli a forma di ogni genere di animale. Personalmente possiedo solo questa minuscola rana, ma ho pensato di pubblicare sotto due immagini che ho trovato, raffiguranti l'intera collezione animaler in argento, smalti e marcassiti da lei firmata.


Ci sono pavoni, gufi, galli, anatre, pappagalli; ci sono pesci tartarughe e altri esseri marini. Ci sono, naturalmente, farfalle, coccinelle, api, ma anche cani, cavalli, elefanti e persino un panda. Alcune forme non sono esattamente definibili come "animalier" perché trattano temi diversi: c'è infatti un meraviglioso cestino con fiori o un quadrifoglio. Ma sono tutte ugualmente raffinate e affascinanti.


Auguro a tutti di poter un giorno vedere da vicino una di queste meravigliose creazioni, magari divenirne possessore. Sono di certo tra le cose più irripetibili che la "Costume Jewelry" ha creato: piccoli dolci animali, resi più reali da smalti coloratissimi e illuminati da marcassiti.

29 ottobre 2010

Lacrime di giada e Aurora Borealis blu

Pochi giorni fa abbiamo chiarito che cosa significasse il termine Aurora Borealis nella Costume Jewelry, e abbiamo anche menzionato la possibilità che questa tecnica venisse applicata non solo su cristalli bianchi, ma anche quelli con una base colorata. L'effetto risulta infatti estremamente ipnotico e avvolgente.


Questa spilla firmata Alice Caviness presenta una intricata ed eterea composizione di sfere di giada (probabilmente in vetro), "foglie" o forme geometriche piatte in metallo color oro, e piccoli cristalli Aurora Borealis di colore blu scuro. L'effetto è semplicemente magico: infatti, come figure secondarie della composizione, i cristalli AB luccicano misteriosamente e sembrano quasi un inganno dell'occhio, quando la loro luce colpisce lo sguardo.


Come si vede bene in questa foto, la base su cui si realizza un pezzo simile è una quasi semisfera bombata e vuota all'interno, di cui la parte superiore è bucherellata da tanti fori. Proprio su questi si agganceranno gli elementi che daranno vita alla composizione in superficie. Questa tecnica è tuttora usata per realizzare bigiotteria artigianale.


Alice Caviness si è sempre distinta per le composizione avvolgenti, abbinamenti di colore inaspettati, materiali fuori dal comune. Questa piccola spilla ne è la prova, dimostrando che per creare qualcosa di bellissimo basta, in fondo, un po' di gusto, e nessun eccesso.

27 ottobre 2010

La migliore filigrana è portoghese

La lavorazione a filigrana è una tecnica che risale a migliaia di anni fa, e la sua nascita si attribuisce al lontano Oriente, dal quale migra gradualmente durante le civiltà Greca e Romana fino a quell'angolo della Penisola Iberica dove si colloca oggi giorno il Portogallo. Il Portogallo è inoltre l'ultimo luogo dell'Europa dove più a lungo è rimasta presente la civiltà araba, e di questo risente positivamente l'intero artigianato del paese.


La cosa più curiosa è che, laddove sono state fatte le più interessanti scoperte archeologiche in termini di gioielli realizzati con questa tecnica (vicino alla città di Braga), ancora oggi si concentra la produzione di pezzi in filigrana! Naturalmente, gioielli in filigrana, sia d'oro (19,25 carati è la composizione in uso) sia d'argento 925 (spesso in bagno d'oro 24k) si trovano ovunque in quel paese, e delle vere e proprie opere d'arte si trovano in vendita anche nella capitale, a Lisbona.


Ciononostante, i pezzi provengono dal Nord del paese, dove questa arte non è mai caduta in disuso negli ultimi... millenni! Le forme più comuni, nel contesto della bigiotteria e gioielleria, sono sempre farfalle e fiori. Piuttosto comune è la forma del gallo, simbolo del paese, al pari con le imbarcazioni tradizionali che ricordano l'epoca delle scoperte marittime: le caravelle.


Gli oggetti sono realizzati a mano, e la tecnica è estremamente intricata e minuziosa. Oggetti di grandi dimensioni, realizzati anche per la decorazione della casa, possono essere frutto di mesi e mesi di lavoro. I prezzi variano sempre in base alle dimensioni e al materiale utilizzato. Tralasciando l'oro giallo, che naturalmente fa lievitare qualsiasi manufatto, si può dire che una spesa minima per un oggetto di questo tipo si aggira intorno ai 20 - 25 euro per arrivare a cifre decisamente più elevate: diverse centinaia per bracciali e collier elaborati, oltre un migliaio per oggetti voluminosi e decorativi.


La filigrana è una tecnica presente in tutta la storia del gioiello, e caratteristica di diversi paesi. Ma forse nessuna può uguagliare la leggerezza, la finezza, la qualità di quella realizzata in Portogallo. Chiunque ne sia appassionato, non può non ricordarsi di cercare questi splendidi pezzi se un giorno gli dovesse capitare di visitare il paese. La passione per la bigiotteria e gioielleria vintage e antica, allora, sarà un motivo in più per cercare forme dall'eleganza d'altri tempi.


Nelle foto, spilla a forma di orchidea, in argento 925 lavorata a filigrana.

26 ottobre 2010

Un nome indimenticabile: Hattie Carnegie

Non si può parlare di Costume Jewelry senza menzionarla. Nata come Henrietta Kanengeiser in Austria, nel lontano 1889, entra in contatto con il mondo della moda grazie a suo padre, abile sarto e stilista. Inizia disegnando abiti su misura per clientela abbiente, ma presto da vita a ciò che sarebbe stato l'inizio del "pret a porter", la vera rivoluzione del 20° secolo per quanto riguarda la moda: capi belli ma accessibili a tutti, di taglie più comunemente utilizzate.


La bigiotteria firmata Hattie Carnegie appare per la prima volta nel 1929, come complemento degli abiti che disegnava. Tale produzione va avanti soprattutto fino agli anni 50, quando iniziò a scemare. Hattie Carnegie firma importanti pezzi indossati da star holliwoodiane, ma è anche fiera di, negli anni '60, disegnare le divise per il contingente femminile dell'esercito Americano. Hattie muore alla fine degli anni '60, e la ditta va avanti per pochi anni, prima di chiudere. I pezzi di bigiotteria caratterizzano gli anni 20, 30 e 40, e sono caratterizzati da qualità altissima e design innovativo.
Nella foto, spilla in metallo color oro e pietra di vetro a imitazione di giada, firmata Hattie Carnegie, periodo, anni '40 circa.

25 ottobre 2010

Che cosa sono i cristalli "AB", Aurora Borealis

Cominciamo col chiarire una cosa: "Aurora Borealis" è una definizione che viene utilizzata per due cose diverse: i "veri" cristalli AB (l'abbreviazione comunemente utilizzata), e tutti quegli oggetti in vetro o plastica realizzati per imitarne l'effetto estetico. Quindi partiamo dall'inizio!


"Aurora Borealis" è un tipo di cristallo, o meglio, una tecnica di trattamento dello stesso cristallo, ideato da Svarovski nel 1950. Si tratta di coprire la superficie del cristallo con un sottilissimo stratto di metallo, il quale rende molto più luminosi e multicolori i riflessi emanati dallo stesso: a causa degli stessi, i cristalli AB o Aurora Borealis vennero chiamati anche Rainbow, Cristalli Arcobaleno. Pare che la tecnica sia stata inventata su richiesta di Christian Dior a Manfred Swarovski, che in quel periodo stava cercando una "nuova luce" da abbinare al suo New Look degli anni '50.


Inizialmente, era un piacere per persone abbienti quello di acquistare un gioiello con cristalli Aurora Borealis. Poi, venne permesso anche ad altri grandi marchi, come Coro con le sue linee Corocraft e Vendome, di utilizzarla. Infine, l'effetto di Aurora Borealis venne imitato ampiamente da quasi tutte le aziende che producevano bigiotteria in quel periodo, perché estremamente popolare. Ne esistono quindi interpretazioni in vetro e materiali plastici, più o meno nobili, più o meno resistenti. 


Con le perline o cristalli Aurora Borealis si crearono spille, orecchini, collane: ogni tipo di oggetto. Inoltre, si realizzò quello stesso effetto su cristalli o perline di colori di base diversi, aggiungendo un ulteriore elemento di sorpresa ai pezzi. I cristalli Aurora Borealis o AB sono un'immagine che caratterizza un periodo preciso. 


A proposito, ciò che ogni collezionista dovrebbe sapere: i cristalli Aurora Borealis nascono nel 1950 e passano di moda prima della fine del decennio. Ciò rende facile datare i pezzi, e anche valutare in maniera intelligente un acquisto! Infatti, se vi viene detto che un pezzo con cristalli Aurora Borealis appartenga agli anni 40 o 30 ciò non è semplicemente possibile!
Nelle foto: massiccia spilla firmata Alice Caviness rivestita da perline di plastica Aurora Borealis. Periodo, 1950.

23 ottobre 2010

L'insostenibile leggerezza del bello

Si tratta di una tecnica che ricorda fortemente le spille floreali di Hobè: una composizione in rilievo ha un'apparenza eterea e leggera grazie ad una semplice tecnica: il tutto è appoggiato su una sorta di "rete", la quale permette una lieve trasparenza.


Le domande sono: perché questa rete ha una forma così irregolare invece che geometrica, forse più facile da realizzare meccanicamente? Forse perché gli elementi della struttura che traspaiono in superficie, sembrano in questo modo far parte della composizione invece di spezzarla con linee rette.
Quale può essere invece il motivo di utilizzare una tecnica simile? Forse proprio la questione del peso dell'oggetto; non solo per la comodità delle signore, ma anche per i costi dell'azienda.


Nelle foto, spilla firmata "Sterling Craft by Coro", in argento 925, periodo fine anni '30 - primi anni '40.